LE DATE SALIENTI DELLA STORIA
DELLA CITTÀ DI FERRARA
1567 a. C.
Pio V firma una bolla rigidissima, con la quale
si vieta la successione al governo del ducato di
eventuali figli maschi illegittimi. È l’ultimo
tentativo, in ordine di tempo, della Santa Sede
per cercare di tornare nel pieno e diretto
possesso della città estense. 1570 a. C.
Un disastroso terremoto mette a dura prova la
città anche per la sua persistenza. Fu una
calamità che provocò danni gravissimi,
rimarginati i quali, Ferrara emerse con un volto
diverso. 1574-1580 a. C.
Grandi operazioni di bonifica tra il Po Grande
ed il Po di Volano. Distinzione fra terre “alte”
e terre “basse”. Costruzione di chiaviche, per
il controllo delle acque, munite di porre
vinciane. 1597 a. C.
Dopo essersi sposato tre volte, per necessità
dinastiche (avere un figlio maschio che gli
succedesse in modo legittimo alla guida del
Ducato) Alfonso II, non essendo ciò avvenuto,
deve cedere Ferrara al papa. Morirà in questo
stesso anno. Verrà riconosciuta solo la
successione estense dei ducati di Modena e
Reggio, avuti dall’imperatore per la somma di
400.000 scudi al nipote Cesare di Montecchio,
figlio di una figlia di Laura Dianti, una delle
tre mogli di Alfonso II. 29 gennaio 1598 a. C.
Il cardinale Pietro Aldobrandini entra in
Ferrara e questa data segna il ritorno della
città al potere pontificio. Tale evento viene
chiamato “La Devoluzione”. In maggio, Clemente
VIII arriva a Ferrara e vi sosta per sei mesi.
Alla sua partenza nomina cardinale Legato
Francesco dei Conti di Blandrata. 1600 a. C.
Trasporto delle reliquie di San Giorgio da Roma
a Ferrara, dove saranno custodite nella chiesa
che porta il suo nome. 1599-1604 a. C.
Taglio di Porto Viro: colpo di mano dei
veneziani per deviare il percorso di sbocco del
Po in mare verso i terreni ferraresi, ad evitare
che si intasassero le lagune venete.