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Corte Rinascimentale a Ferrara
Nel Settecento ed agli inizi dell’Ottocento, Ferrara aveva perso il suo antico rango di capitale ed era diventata una piccola città di provincia, sotto il governo del pontefice. In quest’epoca, il declino sociale e civile della città estense fu registrato da alcuni viaggiatori europei che la visitarono durante il Grand Tour, cioè il viaggio d’istruzione che gli aristocratici e gl’intellettuali compivano a quell’epoca nel nostra paese, ai fini di perfezionare la propria istruzione a contatto con l’arte e la tradizione culturale italiana. Il diario di viaggio spesso diventava una maniera inesauribile d’interessanti osservazioni attorno ai costumi ed alla mentalità delle regioni visitate e, anche se i viaggiatori prediligono naturalmente i centri più importanti, come Firenze, Roma o Venezia, non disdegnano di annotare le loro impressioni su quelli minori, tra i quali Ferrara. Tra i viaggiatori che fanno tappa a Ferrara si annoverano figure celebri, come Michel de Montaigne, anticipatore della moda del Grand Tour, e George Byron, vero romantico, che resterà affascinato dalla triste vicenda di Torquato Tasso, culminata nella prigionia per malattia mentale presso l’Ospedale di S. Anna. Per quanto riguarda Ferrara, dai resoconti di viaggio di questi visitatori colti e curiosi emerge un panorama desolato. Tutti lodano la bellezza della città, ma osservano malinconicamente la scarsità di abitanti, che fa apparire ancora più ampie le grandi strade, tirate a filo dall’Addizione Erculea. Il magistrato francese Charles de Brosses, uno dei viaggiatori più acuti, scrive che gli pare di non aver visto abitanti, ad eccezione dei gatti turchini che sbirciavano dalle finestre. La città gli appare piacevole non perché abbia edifici magnifici, ma perché non ne ha di brutti; fa eccezione il Palazzo dei Diamanti, che con la sua candida mole marmorea lascia ammirato l’ospite francese. Il territorio circostante è fertile, a dispetto del clima umido e poco salubre, tuttavia il malgoverno pontificio ha disperso queste potenzialità, facendo di Ferrara una città pigra e malinconica. Molti visitatori giudicano tirannico tale governo, considerandolo la vera causa del declino. I pochi aristocratici che non hanno seguito gli Estensi a Modena vivono ritirati e si spostano soltanto in carrozza, poiché a piedi è considerato disonorevole.
 
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