Comincia a destra, uscendo dalla città, del corso Porta Reno, e finisce al corso di piazza d’Armi (oggi Corso Isonzo).
In origine questa via, e l’altra di Ripagrande, formavano una sola lunghissima strada, l’antichissima “Via Grande”.
Questa parte di strada, denominata anch’essa dalla riva (ripa) del Po vecchio di Primaro, si chiamò anche “via Grande della Dogana” dal fabbricato Estense della Dogana, o “Gabella Grande de so Eccellenza”, oggi l’edificio moderni con porticato dove si trova la fermata dell’autobus.
All’estremità della via Grande (come si è notato più sopra) sorgeva Castel Tedaldo, tanto celebre nella nostra storia.
Stava sul Po, al principio del lato meridionale della città, verso occidente (al termine di via Capo di Ripagrande), e aveva una porta, per cui dalla città stessa si passava al di là del fiume nel Borgo di S. Giacomo, col mezzo di un ponte di barche, guardate dall’altro capo del Forte o Girone di S. Clemente.
Le porte con le mura, le torri e il castello scomparvero per dar posto alla Rocca del Borghese Papa Paolo V, all’inizio del 600 (Vedi piante sotto).
Su questa via si ammira all’inizio il grandioso fabbricato che accoglie la Congregazione di Carità del Ricovero di medicità per la vecchiaia.
La bella costruzione attuale in muratura a vista, eseguita nel 1890 con disegno dell’Ingegnere capo comunale Giacomo Duprà, era divisa in due per mezzo di un vicolo: il Duca Ercole I, tra il 1471 e il 1480, fece eseguire il primo locale, dove ha sede la Congregazione, per uso di albergo, sotto il nome di “Ospizio dell’Angelo”; fu detto in seguito “La Postaccia”, perché servì alla posta dei cavalli.
L’altro, dov’è il ricovero, eretto dagli Estensi, era destinato a pubblico granaio a confine con Vicolo Mozzo, con cui confina anche Palazzo Beccari: dopo aver servito a diversi usi, vi fu posta la Concia delle pelli, detto perciò “Conceria”.
La Congregazione di carità fu creata da Behaurnais, Viceré d’Italia, il 5 settembre 1807, mentre fu inaugurata il 9 gennaio 1848 con 260 ricoverati permanenti.
Tra questo Stabilimento e la casa attigua dei conti Beccari si apriva un vicolo, sconciamente denominato “Cul di Venere” (se non voglia interpretarsi calle di Venere); chiusa ora da un cancello, chedà accesso ad un cortile della Pia Casa di Ricovero.
Nell’Albergo dell’Angelo furono accolti, tra gli altri, nel 1506 i Bentivoglio, profughi e spogliati della signoria di Boilogna dall’ira terribile di Papa “Secondo”; e in esso morì, nel 1539, il grande pittore veneto Licinio Lodesani da Pordenone, detto “Il Pordenone”.
Sulla porta della casa, n°72, si legge sopra una lapide una invocazione – contro il terremoto, fatta da un certo notaio “Vacchi”: “Christus nobiscum † state † Ob terremotus metum Laur. Vacchius Not. O.C. Anno Dom.i 1672 die XII Aprilis”.
Altra iscrizione, dello stesso tenore, la troveremo anche nella via Capo delle Volte, la strada parallela a Via Grande; strade che insieme costituirono il nucleo più antico della città lineare, sorta lungo il corso del Po Grande.
Strade perpendicolari rispetto a via Capo di Ripagrande, nel tratto ove si trova al n°21 l’Hotel Ripagrande, sono:
- Via Boccacanale S. Stefano
- Vicolo Boccacanale
- Via Boccalone
- Corso Porta Reno
Note liberamente tratte da “Le Piazze e le Strade di Ferrara – Curiosità storiche”, di Gerolamo Melchiorri.