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FERRARA
dal 20/01/2010 al 02/06/2010
Perchè non anche in inglese i testi sulle mostre al Palazzo dei Diamanti?
Ferrara, 20 gennaio 2010

Gentile Dott. Buzzoni,

rispondo con piacere alla sua e-mail in quanto ho molto apprezzato l’iniziativa della nuova mostra
da lei organizzata per la prossima primavera.
Sarebbe possibile avere sul vostro sito anche una sintesi di un paio di cartelle tradotte almeno in inglese come avviene per le mostre organizzate a Castel Sigismondo di Rimini
(link: www.lineadombra.it )
da poter utilizzare nella nostra corrispondenza con le AdV europee?
Grato se vi vorrà provvedere, le auguro buon lavoro.
Arch. Lanfranco Viola
HOTEL RIPAGRANDE


N.B.: Come previsto, questa e-mail non ha mai ricevuto risposta, per cui ho inviato una seconda e-mail pubblica, affinchè sollecitasse una risposta attraverso le “lettere al Direttore” del locale Resto del Carlino (che non è stata pubblicata) e che qui di seguito riporto.
I depliants della Mostra “da Bracque a Kandinsky a Chagall” ci sono stati consegnati in Hotel il giorno 18 gennaio 2010 (giorni d’inizio della BIT di Milano 2010 – clicca qui per vedere il logo e qui per vedere la pianta dei padiglioni), solo dieci giorni prima dell’inaugurazione della Mostra stessa: io avrei aspettato il 28 Febbraio, tanto che fretta c’è!


Egregio Direttore del Resto del Carlino,
Il Centro Storico di Ferrara è uno scrigno di tesori ancora poco conosciuti (persino ai ferraresi):
tra le sue case, i suoi palazzi, le sue chiese, vi è (ignorata dai più) una storia millenaria che ha lasciato in ogni dove testimonianze di questa incomparabile ricchezza, ancora sepolta dall’oblio, dal disinteresse, e dalla incultura di una classe dirigente che, negli ultimi dieci anni, ha dimostrato di non avere ancora capito che proprio lì, (proprio dove loro non vedono nulla), è il futuro dell’economia della città, la possibilità di creare occupazione permanente e qualificata per i suoi giovani diplomati e/o laureati oltre che per informatici, traduttori, assistenti ristoratori ecc.. ecc….
Attraverso uno sviluppo del Turismo Culturale, Congressuale, Sportivo, Enogastronomico ecc.. ecc.. cioè attraverso la rivitalizzazione del Commercio e dei Servizi, ed il recupero dei suoi monumenti.
La città storica rappresenta la “materia prima”, rappresenta “l’hardware” su cui è venuto (secondo me) il momento di costruire il “software” di una gestione intelligente e produttiva di risultati economici per la collettività intera in tempi brevi.
Il restauro delle sue opere d’arte ( pur consistente) non si è occupato in modo adeguato di creare fino ad oggi un rapporto integrato con la città ne di comunicarlo a costo zero su internet al mondo.
A Ferrara, infatti, non esiste ancora una “Scuola” (ma nemmeno un corso) di Restauro il quale potrebbe avvalersi della Promo-Commercializzazione della “Fiera del Restauro” che in questo modo non correrebbe il rischio di tra-passare altrove come avvenne (nel disinteresse totale) per la “Borsa delle 100 Città d’Arte” che, a Ravenna, è diventata la “La Borsa delle (50?) Città d’Arte della Confesercenti”; né d’altra parte avrebbe potuto essere altrimenti, visti gli interlocutori.
Ma affinchè un rapporto migliore con i migliori operatori culturali della città possa nascere, prima che sia troppo tardi, è necessario ritrovare una progettualità persa ormai da troppo tempo.
Un proverbio dice: “Se fai le stesse cose (con gli stessi interlocutori che si sono dimostrati scadenti per i risultati ottenuti) avrai gli stessi risultati (scadenti): ne puoi essere certo.
Non ci si può accontentare di fare le stesse cose , con gli stessi fornitori , sub-fornitori e/o compagni di partita, come si faceva vent’anni fa. Oggi sono necessarie competenze verificate e/o verificabili solo attraverso i risultati, pena il declino che la città sta vivendo in ogni settore. E non mi si venga a dire che è colpa della crisi, almeno per ciò che riguarda il settore del turismo delle città d’arte.
C’è qualcuno che sa quale differenza ci sarà (in termini di progettualità) tra la prossima mostra, che aprirà alla fine di Febbraio al Palazzo dei Diamanti e la Mostra intitolata “Pittura e realtà” realizzata negli stessi locali nel 1993, o quella intitolata “Da Canaletto a Constable del 2001” ?
Voler credere che i “grandi eventi” possano da soli rianimare il turismo cittadino (ormai da anni in stato comatoso), significa non aver capito che vent’anni fà vi era poca o nulla concorrenza in questo settore mentre oggi realizzano mostre d’arte figurative di discreto interesse (visto il numero dei visitatori) anche Rovigo e Forlì, (solo per parlare di quelli a noi più prossimi) oltre a Rimini dove in questo momento è visibile, fino al 21 marzo la mostra “Da Rembrand a Gauguin a Picasso” (nel titolo mi ricorda qualcosa) e nel cui sito internet sono presenti anche una visita virtuale della mostra ed un testo descrittivo della stessa in inglese (la lingua internazionale del turismo); due piccoli strumenti di comunicazione che ancor oggi sono stati trascurati dal Palazzo dei Diamanti: solo per citare un paio di dettagli (secondo me) significativi (link: www.lineadombra.it ).
Cordiali saluti.
Arch. Lanfranco Viola Titolare dell’Hotel Ripagrande


Ferrara, 23 marzo 2010

Gentile Dott. Buzzoni,

il sito della attuale mostra a Palazzo dei Diamanti continua non avere un testo, pur anco breve, in lingua inglese che ne descriva le peculiarità (come le avevo invano richiesto).
Poiché credo che non possa essere ulteriormente passato sotto silenzio una tale inerzia a promuovere (dopo quasi 20 anni) in modo nuovo il “Palazzo dei Diamanti”, (e le sue mostre) rispetto a quanto inventato agli inizi degli anni ’90, le propongo dei link con alcuni siti che raccontano cosa succede a “Palazzo Strozzi” a Firenze, che molti punti di contatto ha con “Palazzo dei Diamanti”.
In particolare mi è sembrato molto interessante ed intelligente l’idea di aver messo dei pannelli nel porticato vicino alla portineria che raccontano la storia del Palazzo. “Lo spazio è ad accesso gratuito e rimane accessibile conformemente agli orari della biglietteria”.
Perché non pensare a qualcosa di simile anche al Palazzo dei Diamanti?

Giro questa mia posta a tutti gli altri operatori del turismo culturale che conosco affinchè esprimano anche loro in merito una opinione.

Arch. Lanfranco Viola - Titolare Hotel Ripagrande

Link 1: www.palazzostrozzi.info
Link 2 : Intervista al Direttore di Palazzo Strozzi
Link 3: Nuovo store a Palazzo Strozzi
 

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